Capron Puozzo, IsabelleIsabelleCapron Puozzo2020-01-212020-01-2120142504-2807http://hdl.handle.net/20.500.12162/3710La creatività è diventata un termine alla moda di cui numerosi settori si sono impadroniti, in particolare l'ambiente professionale, tecnologico, economico, sociale, ecc. La scuola non scappa dall'effetto di contagio. Nel mondo scolastico, i primi oppositori si fanno allora sentire: la creatività è al servizio della società e non dell'individuo; essa termina nella realizzazione di prodotti senza considerare i procedimenti; questo concetto non è serio e devia la scuola dalla sua funzione primaria, l'intellettualizzazione degli alunni. Per sviare un’illustre frase di Musset, non si scherza con la creatività. A dispetto delle apparenze, la creatività non è un gioco; la prova, si può anche imparare! In una sala insegnanti delle più ordinarie, al momento di scambi informali, si sente spesso che un buon insegnante deve far prova di creatività per motivare gli alunni e suscitare il loro interesse rispetto alla propria disciplina. Si riduce allora l'energia investita nella realizzazione di un dispositivo creativo dal semplice fatto che gli alunni ci hanno preso gusto; ed è l'essenziale! Dietro questo stereotipo si nasconde semplicemente un uso comune del concetto di creatività che diventa rapidamente sinonimo di spettacolo, gioco, show, divertimento, svago, ecc. L'insegnante diventa, allora, un contorsionista che deve far prova, in maniera sporadica, di originalità offrendo ai suoi alunni un insegnamento creativo (Craft, 2005), cioè differente dal quotidiano. Ma altre piste d’intervento pedagogico sono possibili sia per sviluppare la creatività sia per imparare. Questa contribuzione propone di definire la creatività e di presentare un modello teorico per interrogarsi, in un secondo tempo, su una teorizzazione di una pedagogia della creatività a scuola. Si concluderà sul perché diventa imprescindibile pensare la creatività per la scuola e per gli alunni di oggi e di domani.itChe cosa significa 'creatività' nella scuola?Type de référence::Article dans une revue professionnelle2504-513X